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Intercettazioni su Skype?

Martedì, 22 marzo 2011 • Categoria: Intercettazioni

Secondo Privacy International Skype mette a rischio la privacy degli utenti. I suoi sistemi di sicurezza non sono adeguati: ad esempio la mancanza del supporto al protocollo HTTPS agevola gli attacchi malware.

Skype non è in grado di proteggere le comunicazioni che veicola. Lo sostiene Privacy International, un'organizzazione non-profit che da anni si batte per la salvaguardia della privacy dei cittadini di tutto il mondo.

Secondo Eric King, Human Rights and Technology Advisor di Privacy International, il livello di sicurezza di Skype sarebbe insufficiente. Non solo vestire i panni di un altro utente con tanto di nome completo è troppo facile, ma la mancanza del supporto al protocollo HTTPS agevola gli attacchi malware – come dimostrato dalla versione trojan cinese di Skype. Senza contare la mancanza di tecnologie avanzate per la cifrature delle comunicazioni; l'attuale codec audio VBR infatti consente l'identificazione delle frasi con un'accuratezza compresa tra il 50% e il 90%.

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Capire se si ha il telefono cellulare sotto controllo

Domenica, 13 marzo 2011 • Categoria: Intercettazioni

Proprio come si vedono nei film, anche nella vita reale, le nostre telefonate potrebbero essere ascoltate da orecchie indiscrete. Esistono diversi modi di mettere sotto controllo un telefono. In questo articolo analizzerò i metodi di spionaggio applicabili sui cellulari.

Il cellulare è composto di:

   1. L’oggetto in se come tastiera, antenna, display e batteria.
   2. Dalla SIM fornita dal vostro gestore telefonico.
   3. Un sistema operativo che gestisce i menù e le opzioni del vostro cellulare.

Controllo a livello Hardware: normalmente quando spengiamo il cellulare, diamo per scontato che il telefono smette di funzionare. Errore! Esistono cellulari, con le fattezze dei modelli più venduti, che hanno al loro interno una particolare configurazione hardware che gli permette di dare l’impressione all’utilizzatore normale che sia spento ma che in realtà esso continua a trasmettere.

   Cosa? Generalmente è usato per il “monitoraggio ambientale” [ascoltare quello che viene detto nelle vicinanze del cellulare], localizzazione sul territorio e trasmissione dei tabulati in uscita e in entrata.
  
Chi? Essendo questi cellulari liberamente in commercio, chiunque li può acquistare: forze dell’Ordine, agenzie d’investigazione o privati cittadini.


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Spiare gli sms della moglie è reato

Martedì, 15 febbraio 2011 • Categoria: Intercettazioni

Spiare gli sms del coniuge è stalking. Una tentazione per tanti quella di controllare il cellulare del partner, curiosità o mancanza di fiducia che in particolari condizioni può diventare reato. Quello di un marito ripreso dal questore di Treviso per l'abitudine di leggere i messaggini della moglie è uno dei casi di ammonimento registrati nella Marca e citati dal vicequestore aggiunto Roberto Dalla Rocca nel corso dell'incontro dal titolo «Stalking, quando le attenzioni diventano persecuzione» organizzato ieri mattina presso l'ospedale Ca' Foncello dall'Associazione Italiana Donne Medico di Mogliano e dall'assessorato alle pari opportunità del Comune di Treviso.

L'ammonimento è un intervento preventivo di competenza del questore che si basa sull'istanza presentata dalla persona offesa, sull'acquisizione di notizie e su eventuali testimonianze che la confermino. Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking ad oggi sono 31 gli ammonimenti messi in atto nella Marca, 2 di questi nei confronti di donne. Lo stalking in provincia di Treviso si sta rivelando un fenomeno «in allarmante diffusione» secondo quanto affermato dal prefetto Aldo Adinolfi. Le autorità invitano a non sottovalutare questo reato introdotto introdottonel 2009.

Cellulare Spia


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Giustizia sommaria: Milano è capitale degli spioni

Martedì, 25 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

L’accanimento giudiziario contro il premier? Più che di feeling, è questione di cifre. Già, perché il feeling alla rovescia che fa sì che Silvio Berlusconi, suo malgra­do, sia il «bersaglio» preferito di alcune procure d’assalto come Milano,viene sve­lato anche dai numeri: perché proprio Mi­lano, il pool di punta della corazzata anti-Cavaliere delle toghe, è da anni al top delle classifiche per quanto riguarda il numero di intercettazioni, telefoniche e ambienta­li. Nel 2007 ne ha fatte 17.357, più del dop­pio di Roma, che si è fermata a 8.544, persi­no più di Palermo, che pure contro il Cav s’impegna mica poco.

Ma tant’è, per la causa mica si può stare a sottilizzare sulle forze in campo. E visti i frutti di certe inchie­ste, meglio pescare a strascico, ascoltan­do a tappeto conversazioni che qualcosa su cui costruire un castello d’accuse pri­ma o poi si tira fuori, il Rubygate insegna. Tanto poi, se va a finire a tarallucci e archi­viazione - vedi a Napoli le intercettazioni tra il premier e l’allora direttore generale della Rai Agostino Saccà - nessuno paga. A meno che a cambiare le cose non inter­venga il sì alla proposta di legge appena presentata dal Pdl - primo firmatario l’onorevole Luigi Vitali - che prevede l’in­troduzione del reato di «ingiusta intercet­tazione», con relativa riparazione per le vit­time e sanzioni per i giudici.

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Parlamentari fatti spiare dai pm

Venerdì, 21 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

Parlamentari spiati? Si muove il ministero della Giustizia. L’interpellanza urgente sottoscritta da 100 deputati (primo firmatario Amedeo Laboccetta del Pdl) per fare luce su un’inchiesta della procura di Napoli che - in violazione delle guarentigie parlamentari - avrebbe portato al pedinamento di esponenti politici fin dentro i palazzi della politica romana (inchiesta rivelata dal Giornale il 10 dicembre scorso), ha ottenuto il risultato sperato: un’ispezione negli uffici giudiziari partenopei. Lette le risposte a più quesiti avanzati alla procura vesuviana in relazione a modalità d’indagine intraprese dalla polizia giudiziaria degli uffici diretti dai pm Woodcock e Curcio impegnati nell’inchiesta sulla fantomatica P4, il Guardasigilli ha disposto accertamenti più che approfonditi.

Il ministro Angelino Alfano, spiega infatti Laboccetta, «ha annunciato di aver attivato le competenti articolazioni ministeriali per acquisire i dati informativi necessari a fare luce sugli aspetti critici segnalati». Come i pedinamenti, i monitoraggi fotografici di più parlamentari, le intercettazioni. «Nella sua risposta - spiega ancora Laboccetta - il ministro ha inoltre sottolineato la carenza degli elementi trasmessi dalla Procura di Napoli in particolare in riferimento alla violazione del segreto investigativo che è stato evidenziato nell’interpellanza», e che farebbe riferimento ad articoli del Fatto, della Repubblica e finanche del Giornale.

Rilevatori di microspie

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Furto d'identità, questo sconosciuto

Giovedì, 20 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

Clonazione di bancomat e carte di credito, ma anche addebiti per servizi o prodotti mai acquistati e mai richiesti, contratti mai effettuati. Sono tutti esempi di reati che derivano da quello che si chiama furto d'identità, un vero e proprio business mondiale con un giro d'affari miliardario, ma che gli italiani conoscono poco e dal quale non sanno difendersi adeguatamente.E il risultato è che nel 2010 circa un italiano su quattro ne è rimasto vittima. I dati sono contenuti in un'indagine realizzata dall'Unicri, l'organizzazione dell'Onu che si occupa di prevenzione del crimine (acronimo per United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), per la filiale italiana di CPP, multinazionale attiva nei servizi di prevenzione dalle frodi.


È stata svolta un'inchiesta su 800 persone fra i 25 e i 60 anni, da cui si rileva una scarsa preparazione: uno su cinque non saprebbe a chi rivolgersi nel caso gli succedesse, solo il 4% si definisce molto informato sull'argomento. Nel 2010 quasi il 26% degli italiani è stato oggetto di un tentativo, riuscito o meno, percentuale che corrisponde a circa otto milioni di persone.

Rilevatori di microspie

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«Cimice» nell'ufficio del senatore leghista Alberto Filippi

Venerdì, 7 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

Scoperta una microspia nella sala riunioni dell'azienda del senatore leghista Alberto Filippi. A meno di due giorni dall'annuncio del ministro Umberto Bossi del ritrovamento, due mesi fa, di due microspie nel suo ufficio e nella sua abitazione a Roma, un altro esponente della Lega Nord ha portato all'attenzione della magistratura il ritrovamento di una «cimice». Il microtrasmettitore è stato scoperto il 22 ottobre scorso durate una bonifica ambientale periodicamente effettuata dalla proprietà, ed era nascosto all'interno di una presa elettrica che si trova nella sala riunioni della società Unichimica di Torri di Quartesolo, a pochi passi da quello che è anche l'ufficio politico del senatore. Filippi oltre a vestire i panni di politico e imprenditore da alcuni mesi è impegnato anche nelle trattative di acquisto del Vicenza calcio facendo da punto di riferimento per un gruppo di investitori asiatici.

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Bossi e le cimici: perché non ha denunciato lo spionaggio?

Mercoledì, 5 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal leader della Lega Nord Umberto Bossi, che ha raccontato di aver trovato, un paio di mesi fa, delle "cimini" sia nel suo ufficio presso il Dicastero delle Riforme sia nella sua abitazione romana. Qualcuno, quindi, stava spiando il Senatur e gli inquirenti non solo vogliono capire chi ne aveva l'interesse ma anche perché Bossi non ha denunciato il fatto appena ne sarebbe venuto a conoscenza. Umberto Bossi spiega che a sospettare per prima della presenza di "cimici" fu la sua segretaria Nicoletta, perché "c'era gente che sapeva le sue cose" spiega il leader del Carroccio. "Nel dubbio abbiamo fatto fare una bonifica - spiega - Nel mio ufficio ne hanno trovata una vicino al tavolo nella presa di corrente, un'altra sul frigorifero". Nella sua abitazione presso Porta Pia, invece, "ne hanno trovate un bel po' dove ci sono i bocchettoni dell'aria calda" racconta.

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Bossi: nessuna traccia di microspie

Martedì, 4 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

Giorno 3 gennaio la Procura di Roma ha avviato un’inchiesta in seguito alle recenti dichiarazioni di Umberto Bossi, leader del Carroccio, circa il ritrovamento di alcune microspie nella sua abitazione di Roma e nel suo ufficio, fatto inammissibile.Ad allermare il Senatùr erano stati i sospetti di una persona molto vicina a lui che aveva notato come fatti, dati ed informazioni fossero a conoscenza di troppe persone, una vera e propria fuga di notizie che politici e personaggi influenti vicini al leader hanno giudicato davvero pericolosa.

A quel punto Bossi ha deciso di avvisare il Ministro degli Interni Roberto Maroni e di incaricare una ditta privata per effettuare i primi e dovuti controlli, necessari per riuscire a scovre eventuali microspie e cimici. I primi risultati delle ricerche sono negativi: non viene trovato nulla.Dopo la ditta privata interviene così anche la polizia scientifica, ma il risultato è lo stesso: nulla. Nonostante i controlli accurati, neanche l’ombra di cimici. La deduzione più ovvia degli investigatori è che se qualcuno le avesse messe, doveva essere una persona vicina a Bossi, in grado cioè di saper dei controlli in arrivo e quindi di togliere le microspie.

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Bossi: "Cimici in casa e in ufficio a Roma"

Lunedì, 3 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni

Delle "cimici" sono state trovate un paio di mesi fa nell'ufficio di Umberto Bossi al ministero delle Riforme e nella sua abitazione romana, nella zona di Porta Pia. E' stato lui stesso a raccontarlo chiacchierando con i giornalisti nella notte a Ponte di Legno. Parole che hanno provocato l'apertura di un fascicolo d'inchiesta da parte della Procura di Roma.

Bossi ha detto che la sua segretaria al ministero si è insospettita perché - ha spiegato - "troppa gente sapeva quello che avevo detto solo a lei". Così sono stati fatti dei controlli "e hanno trovato una cimice nel mio ufficio al ministero e diverse nella mia casa di Roma". Non le hanno trovate a Varese, però. "Lì - ha commentato sorridendo - ho fucile da caccia e rivoltella". Il tutto è successo "un paio di mesi fa", ha precisato il ministro che ha detto di non avere idea dei responsabili. "Come si fa a sapere chi sono? - ha osservato - Sono scemi sì, ma non del tutto. Abbiamo chiamato un privato per la bonifica. Non volevo far casino, tanto un'inchiesta non trova niente. Io non volevo entrare nel casino. Sono uno che tende a minimizzare". Il segretario della Lega ha comunque avvisato il ministro dell'Interno Roberto Maroni "che ha mandato un po' di suoi uomini".

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INTERCETTAZIONI, ADDIO APPALTI: PROCURA COMPRA SOFTWARE, RISPARMI PER 20MLN

Martedì, 28 dicembre 2010 • Categoria: Intercettazioni

Nuovo software per le intercettazioni della Procura, un software di cui la stessa Procura è proprietaria e gestore, evitando così di subappaltare a ditte esterne. Un notevole risparmio economico con una maggiore tutela della riservatezza dei dati e delle inchieste, visto che gli unici che vi hanno accesso sono l'autorità giudiziaria e gli investigatori. Il nuovo "sistema tecnologico proprietario" è attivo dall'otto dicembre scorso con un nuovo Centro intercettazioni comunicazioni elettroniche (Cice) si inserisce, secondo quanto si legge in una nota diffusa da piazzale Clodio, nell'ambito di un'iniziativa che ha visto la Procura "nominata dal ministero della Giustizia polo pilota per la sperimentazione dei sistemi di intercettazione" e attua l'obiettivo "prefissato dal 18 giugno 2002 di assicurare la riservatezza delle operazioni spettanti per legge alla sola autorità giudiziaria, con l'esclusione di apparecchiature di soggetti terzi e dei relativi costi". In particolare questa novità, "finanziata dal Ministero della Giustizia ha determinato il risparmio dei costi di noleggio (delle apparecchiature) ammontanti annualmente per la sola Procura di Roma a milione e 825 mila euro; il sensibile aumento della efficienza ed affidabilità sia sotto l'aspetto della qualità e sicurezza dei dati acquisiti, sia sotto quello del supporto all'attività investigativa; l'adeguamento de sistemi di captazione e registrazione dei dati di intercettazione a quanto previsto dall'articolo 96 del decreto legislativo 259 del primo agosto 2003 (codice delle comunicazioni elettroniche) e la possibilità do applicazione dei protocolli Etsi stabiliti a livello internazionale per la ricezione delle comunicazioni elettroniche: la possibilità di estensione a tutti gli uffici giudiziari, per il tramite del Ministero della Giustizia, con conseguente abbattimento della spesa di giustizia relativa alle intercettazioni quantificabile mediamente in 200 milioni di euro annuali, risorse destinabili alla informatizzazione del processo per conseguire l'obbiettivo di un più efficiente e tempestivo servizio giustizia".

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Micro registratore digitale PLM-A38-150h con batteria ricaricabile rimovibile - durata circa 240 ore (10 giorni)

Martedì, 14 dicembre 2010 • Categoria: Intercettazioni

  • Case in metallo leggero resistente alle interferenze elettromagnetiche - Interfaccia USB 2.0 incorporata permette lo scambio di dati ad alta velocità fra il registratore e PC (5,5 Mb al secondo) - Batteria ricaricabile rimovibile - durata 240 ore (circa 10 giorni) - Nuova funzione "Time marking" dà la possibilità di ascoltare o scaricare dati entro un determinato arco di tempo. Es., se si sa che le informazioni più importanti sono state registrate dalle ore 15°° alle 17°°, si può facilmente selezionare il passaggio importante.  Sistema Attivazione vocale che permette di salvare memoria comprimendo le pause. Possibilità di ascolto con auricolari. Sistema di accesso multilevello alle funzioni del registratore Timer per impostare l'inizio di registrazione in un orario predefinito. Quando il registratore è connesso al PC viene riconosciuto come disco esterno rimovibile, protetto da scrittura,  contiene il software RecManager attivabile direttamente dal disco rimovibile ed il registratore è pronto per lavorare con il computer.

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    Registratore digitale Olympus per registrare telefonate su linee analogiche ed ADSL

    Sabato, 11 dicembre 2010 • Categoria: Intercettazioni

    Registratore digitale e cavo telefonico


    Kit per la registrazione di telefonate sia su linee analogiche, sia su linee ADSL, composto da un registratore dgitale Olympus VN6800PC ed un cavo per la registrazione delle telefonate CVRGTEL.


    Il Registratore vocale digitale Olympus VN6800PC , collegato alla linea telefonica tramite cavo per registrazione di telefonate CVRGTEL, è in grado di registrare (per circa 444 ore) in modo automatico ed autonomo tutte le conversazioni telefoniche su una linea, senza aggiunta di altri apparati. Il sistema di registrazione telefonica è automatico. Quando si solleva la cornetta per rispondere ad una chiamata o per effettuarla, il Registratore telefonico VN6800PC-TEL attiverà la registrazione della vostra voce e quella dell'interlocutore. Quando la cornetta viene riposta, il registratore telefonico si bloccherà immediatamente, ma sara'sempre pronto ad intervenire in modo automatico (preservando cosi quanto inciso).

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    MICROSPIA GSM ancora più piccola e potente

    Mercoledì, 10 novembre 2010 • Categoria: Intercettazioni

    MICROSPIA GSM con un microfono esterno regolabile a distanza.
    Nuova periferica ambientale per sorveglianza remota miniaturizzata basata su vettore GSM Quadri – Band. Il sistema nasce dall’esigenza di poter ascoltare ovunque qualsiasi ambiente domestico e non. L’audio trasmesso, viene prima elaborato da un potente processore  che abbatte rumori e fruscii sia in installazioni mobili che di un ambiente domestico. Il firmware permette la gestione completa del suono in tempo reale sui filtri e sul processore stesso.

    POSIZIONAMENTO E DIMENSIONI:
    Le dimensioni garantiscono l’occultamento pressoché su una gran parte di luoghi mobili o fissi.
    Grazie alla forte reiezione ai disturbi elettrici e al rumore residuo della tensione alternata a 50 Hz, può essere occultata in ambienti domestici quali prese elettriche B-Ticino, piccoli elettrodomestici, quadri elettrici e scatole di derivazione.
    Elevata miniaturizzazione con 45 mm di larghezza, 45 mm di lunghezza e soli 13 mm d’altezza la rendono tra le più piccole periferiche che ci siano in circolazione.

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    Spie e telefoni, a prima udienza processo rinviato a 13 ottobre

    Venerdì, 1 ottobre 2010 • Categoria: Intercettazioni

    Fonte: it.reuters.com - Nella prima udienza del processo sui dossier illegali raccolti da ex manager Telecom, in cui sono imputati l'ex-investigatore privato Emanuele Cipriani e altri, i giudici della Corte d'Assise di Milano hanno rinviato il procedimento al prossimo 13 ottobre. Inoltre le prossime udienze si svolgeranno nell'aula bunker di via Ucelli di Nemi a Milano e non a Palazzo di giustizia dove, a parere dei giudici, non c'è un'aula sufficientemente vasta per accogliere i molti avvocati delle parti civili. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli imputati sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione di segreto d'ufficio, falso, accesso abusivo a sistemi informatici, favoreggiamento e riciclaggio.

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