Bossi: nessuna traccia di microspie
Martedì, 4 gennaio 2011 • Categoria: Intercettazioni
Giorno 3 gennaio la Procura di Roma ha avviato un’inchiesta in seguito alle recenti dichiarazioni di Umberto Bossi, leader del Carroccio, circa il ritrovamento di alcune microspie nella sua abitazione di Roma e nel suo ufficio, fatto inammissibile.Ad allermare il Senatùr erano stati i sospetti di una persona molto vicina a lui che aveva notato come fatti, dati ed informazioni fossero a conoscenza di troppe persone, una vera e propria fuga di notizie che politici e personaggi influenti vicini al leader hanno giudicato davvero pericolosa.
A quel punto Bossi ha deciso di avvisare il Ministro degli Interni Roberto Maroni e di incaricare una ditta privata per effettuare i primi e dovuti controlli, necessari per riuscire a scovre eventuali microspie e cimici. I primi risultati delle ricerche sono negativi: non viene trovato nulla.Dopo la ditta privata interviene così anche la polizia scientifica, ma il risultato è lo stesso: nulla. Nonostante i controlli accurati, neanche l’ombra di cimici. La deduzione più ovvia degli investigatori è che se qualcuno le avesse messe, doveva essere una persona vicina a Bossi, in grado cioè di saper dei controlli in arrivo e quindi di togliere le microspie.
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